THE SAXON HERITAGE, A SOUND JOURNEY

Ente promotore – Ambasciata Tedesca a Bucarest – Goethe Institut – Officina Sonora
Durata del progetto – 11/05 – 19/06 – 2021
Esposizione opere – 08/06 – 19/06 – 2021

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BREVE PRESENTAZIONE
Progetto di ricerca etnografica e artistica sulle comunità sassoni presenti nella zona della Transilvania. Abbiamo cercato di portare il nostro contributo alla conservazione e alla condivisione di questo particolare paesaggio culturale esplorando le impronte e la memoria sonora di questa comunità, intervistando gli artigiani e realizzando con loro artefatti da cui poi sono state realizzate le sculture sonore esposte a Bucarest nel giugno del 2021. Il progetto è stato promosso dall’Ambasciata Tedesca in Romania e dal Goethe Institut di Bucarest.

   

IL PROGETTO

The Saxon heritage, a sound journey è un progetto artistico e di ricerca etnografica con la quale intendiamo portare il nostro contributo alla conservazione del paesaggio sonoro culturale. Ci siamo proposti di esplorare l’impronta sonora e gli artefatti specifici di alcuni villaggi sassoni in Transilvania, nelle loro ipostasi temporali, sociali e abituali. La comunità sassone è una comunità stimolante, che è sopravvissuta e ha mantenuto le sue tradizioni nel corso dei secoli grazie ad una forte unione e coesione.

I Sassoni hanno una lunga storia in Transilvania e hanno lasciato un’impronta sostanziale nella regione. Si sono stabiliti in Transilvania nel XII secolo da aree riconducibili alla Germania, alla Francia e al Belgio, i Sassoni si guadagnarono la reputazione di abili artigiani e agricoltori, conservando le proprie tradizioni, così come la stessa lingua sassone tutt’ora ancora in uso con inflessioni che variano da un villaggio all’altro.

Un’idea comune riunisce tutte le storie delle persone che abbiamo incontrato e intervistato: i sassoni avevano un senso di comunità molto forte ed erano rigorosamente organizzati in gruppi autosufficienti chiamati “quartieri”. I quartieri avevano regole ferree che si applicavano a tutti i membri della comunità. Ad esempio, se qualcuno in un quartiere aveva bisogno di riparare il tetto, tutti gli uomini di quel quartiere, nessuno escluso, si radunavano per riparare il tetto, senza chiedere nulla in cambio, ma sapendo che quando un altro di loro avesse avuto bisogno di aiuto, gli altri sarebbero accorsi subito.

Nel secolo scorso la maggior parte della popolazione sassone ha lasciato la Transilvania. Ci siamo chiesti cosa è rimasto della tradizione, dei suoni artigianali, del di quel senso di “comunità”. Abbiamo cercato di dare una risposta attraverso la creazione di due sculture sonore che ha visto la collaborazione attiva nella costruzione di artigiani sassoni e rumeni, ognuno impeganto a realizzare quella che è stata l’esperienza materiale da noi vissuta. Da questi due lavori ho installato dei diffusori acustici da cui veniva riprodotta tutta l’esperienza etnografica vissuta durante il mese di ricerca: storie, paesaggi sonori, tradizioni e canti.

Le sculture sonore, Preludio per Organo e Trittico, riflettono i paesaggi e le comunità antropiche sassoni e sono state esposte con l’obiettivo di riflettere e manifestare l’attuale paesaggio sonoro sassone, per renderlo pubblico, sperimentale e consapevole. Il pubblico è stato invitato a sperimentare la nostra stessa esperienza fatta di artigianato, luoghi, persone, comunità, tradizioni e patrimoni immateriali.

IL VIAGGIO

La nostra prima tappa è stata Saschiz, dove i Sassoni cominciarono a stabilirsi all’inizio del XIV secolo. La Chiesa Evangelica è una delle chiese fortificate più belle della Transilvania costruita intorno al 1493 dalla comunità sassone tedesca, ed è anche qui che nel 1702 nacque la famosa ceramica blu Saschiz. Saschiz è iscritta alla lista dei patrimoni mondiali dell’Unesco e oggi siamo qui per realizzare qualche intervista, discutere con gli artigiani, ascoltare (e registrare) questo meraviglioso paesaggio”.

14 maggio 2021

La chiesa di Saschiz è la più grande chiesa fortificata della regione. La chiesa è un elemento essenziale per tenere unita la comunità e ogni due settimane c’è una funzione religiosa in lingua sassone durante la quale si suona anche l’organo. Abbiamo avuto la fortuna di provarlo, un’esperienza unica”.

15 maggio 2021

Marinel è l’alchimista dietro la ceramica blu e bianca di Saschiz. Le ceramiche sono fragili e subiscono un calore intenso per acquisire resistenza e il suo lavoro è sempre in bilico tra la realizzazione e l’imperfezione. Abbiamo discusso del suo lavoro e di come oggi molti visitatori vengono da ogni parte della Romania (e da fuori) per vedere e imparare questo mestiere e la sua particolarità.
Marinel è stato il primo artigiano che ha collaborato alla realizzazione di una parte della prima scultura sonora, realizzando le tre canne d’organo in ceramica blu Saschiz.

15 maggio 2021

La scorsa domenica mattina abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla funzione religiosa di Pentecoste nella chiesa di Saschiz. Siamo saliti in cima alla torre della Chiesa fortificata di Saschiz. È qui che le tre campane che annunciano la cerimonia aspettano di essere suonate secondo un orario ben preciso che va avanti da secoli: alle 9:15, alle 9:30, alle 9:45 e alle 10:00. Ascoltare il suono e la vibrazione di quelle campane è stata una meravigliosa esperienza vissuta insieme ai suoi più stretti “ascoltatori” che per noi hanno letto anche le incisioni sulla campana stessa.  Alle 10:00 siamo entrati in chiesa e per un’ora ci siamo sentiti completamente legati ai canti, alle parole e alle magiche note dell’organo. Grazie Saschiz .
 
16 maggio 2021

Elena è una delle artigiane con cui abbiamo lavorato per il nostro progetto. Ha imparato a tessere aiutando sua madre a fare il tradizionale corredo per i suoi fratelli. La parte più impegnativa del suo mestiere è la grande pazienza e cura nei dettagli, ma pensa che questo non sia difficile da superare quando ami ciò che fai. È coinvolta nella comunità e ha insegnato ad altre ragazze a tessere. Il nostro incontro con Elena termina con una grande verità, regalataci prima di andare via: “senza tradizioni non c’è identità”.

22 maggio 2021

Lavorare la pelle è per Ana-Maria Nistor uno stile di vita. Ha imparato il mestiere da suo padre e ora lo porta avanti da sola, nel suo spazio che è situato in una torre all’interno di Sighisoara. Ci racconta che è il mestiere che l’ha scelta e non il contrario. Siamo onorati che Ana abbia lavorato con noi su questo progetto.

23 maggio 2021

L'ESPOSIZIONE DELLE OPERE SONORE E LA RESTITUZIONE ETNOGRAFICA

8-19 Giugno 2021 – Goethe-Institut Bucureşti

Il progetto di ricerca ha previsto una restituzione artistico-partecipante, sono state esposte presso il Goethe Institut di Bucurest le due sculture sonore, Preludio per organo e Trittico, realizzate in collaborazione con gli artigiani con cui abbiamo collaborato.
I due lavori, uno esposto all’interno e l’altro all’esterno intendevano riflettere l’esperienza, i paesaggi e le comunità antropiche sassoni.
Abbiamo cercato di fermare e manifestare il tempo sonoro e materiale, per renderlo pubblico sperimentale e consapevole. Il partecipante ha potuto sperimentare  un’esperienza immediata delle comunità sassoni.
In entrambi i lavori ho potuto installare dei diffusori acustici che riproducevano tutto il materiale precedentemente registrato durante la nostra ricerca, dalle interviste alle storie fino al paesaggio di ogni comunità. Infine abbiamo discusso con il pubblico presente il risultato antropologico di questa ricerca, l’importanza del lavoro artigianale sassone all’interno di altre comunità, la fragilità e la forza di una comunità che ancora oggi è presente e forte grazie anche alle associazioni e alle fondazioni presenti. 

scultura sonora interna
scultura sonora esterna

LA RICERCA SONORA

Nelle due sculture sonore sono stati installati degli altoparlanti da 10w per la riproduzione del materiale preregistrato. In Preludio per organo 2 unità, mentre in Trittico 44 unità, entrambi hanno riprodotto acusticamente le interviste e i paesaggio sonori. Ho personalmente manipolato e orchestrato il materiale per dare fluidità e unità di racconto nell’ascolto.
Questa è la traccia audio e di seguito una breve descrizione e una playlist del file audio. (in costruzione)

Dorothea è una delle poche sassoni rimasti a Saschiz. Ci ha raccontato di come il territorio e la comunità è cambiata e abbiamo ascoltato alcuni racconti e dialetti in lingua sassone.

1.La giornata da bambina di Dorothea (in sassone)
2. Sulla migrazione
3. Sulle tradizioni
4. Canzone sassone
5. Dialetti sassoni

Elena è una degli artigiani tessitrici che sta dietro al nostro tessuto-sonoro, da bambina, i suoi migliori amici erano sassoni e lei ricorda e racconta le tante storie fatte di tradizioni e cerimonie.

1. Su cerimonie e tradizioni
2. Sul mestiere
3.Le macchine di Elena
*intermezzo – 

Rudi è stato un’ottima guida all’interno della nostra comunità sassone, ha  33 anni, di origini sassoni e un giorno decise di tornare nella suo villaggio nativo, Saschiz. Determinato a far rivivere la comunità ci racconta dei suoi piani e del suo futuro.

1.Sui dialetti sassoni
2.Sull’architettura locale
3.La tradizione delle  campane sassoni
4. Sull’agricoltura sassone
*intermezzo – canto degli uccelli a Viscri
5. Sulla comunità

Dopo aver ascoltato le campane suonare in un ordine preciso, abbiamo partecipato alla funzione religiosa della Pentecoste in lingua sassone. La funzione è stata accompagnata dall’organo della chiesa.

Quando il sole inzia a tramontare a Viscri, gli animali tornano a casa. Cavalli, mucche e bufali passeggiano indisturbati lungo le strade di Viscri, sito patrimonio Unesco. 

Con Ana abbiamo discusso del suo lavoro, degli inizi e dicome sia stato il materiale a cercarla, inoltre abbiamo registrato alcuni suoni provenienti dai suoi strumenti.