IL SUONO INCLUSIVO

“La musica è una fortuna ed è la nostra vera terapia.”

Queste sono le parole di Ezio Bosso, compositore e musicista che amo moltissimo, scomparso all’età di 48 anni a causa di una malattia degenerativa. Ezio riusciva a parlare in modo chiaro e semplice della musica, della malattia, dell’ascolto, della disabilità, e questa sua immensa umanità legata alla musica e al suo mistero, mi ha sempre coinvolto.
Una volta disse che la musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.
Una considerazione semplice, spiazzante, vera, persa. Ascoltare è un atto di presenza, di essere ed esserci nei confronti del suono, della musica, delle persone. L’ascolto è terapeutico, il suono della musica arriva a noi in un modo che non comprendiamo ancora completamente ed è questo mistero, questo bene, questa terapia a rendere la musica un’esperienza unica e vitale.

Nel corso degli anni ho approfondito lo studio di numerosi compositori, ricercatori e artisti e da ognuno di loro ho ricavato alcuni strumenti necessari alla costruzione di nuovi strumenti formativi e inclusivi incentrati sul suono.
Murray Schafer ci ha fatto conoscere il paesaggio sonoro e la sua importanza patrimoniale nella vita quotidiana, John Cage ci ha insegnato che il silenzio assoluto non esiste e che siamo sempre circondati da suoni, è bene quindi tenerne conto.
Erik Satie è stato l’inventore della musica d’arredamento, qualcosa da non ascoltare ma che è sempre presente. Demetrio Stratos ci ha lasciato con un altro grande insegnamento, che il nostro primo strumento il più importante, è la nostra voce, il nostro primo gioco che con il crescere, purtroppo perdiamo. Questi sono alcuni autori e artisti da cui poi ho ampliato tutta la ricerca e la creazione di strumenti formativi basati sull’ascolto, che hanno portato alla creazione di opere fisiche per l’ascolto, come la poltrona sonora e di un percorso di didattica formativa, come le passeggiate e il disegno sonoro, giochi di memoria sonora, la redazione di un diario sonoro e l’intervista della memoria sonora, e molto altro.
Molti di questi lavori vengono svolti all’interno di istituti scolastici, collaborando con associazioni di volontariato e svolgendo attività laboratoriali.

LA POLTRONA SONORA

Progetto sonoro-inclusivo realizzato all’interno della scuola per bambini ipovedenti di Bucarest (spdv.ro). Utilizzando la nostra poltrona sonora abbiamo condotto un laboratorio esperienziale e creativo, i bambini hanno vissuto in un modo del tutto nuovo l’esperienza sonora dal punto di vista acustico e vibrazionale grazie alla riproduzione di alcuni brani musicali hanno ricreato l’immaginario vissuto realizzando alcune “sculture sonore”.
Utilizzo: La poltrona sonora da noi progettata è un’opera multisensoriale e multidisciplinare, idonea allo sviluppo di progetti inclusivi, etnografici e artistici.

Promotore – Scoala pentru Deficienti de Vedere Bucuresti – Associazione Officina Sonora

La poltrona sonora è uno strumento multidisciplinare e multisensoriale che grazie alla suo sistema di amplificazione interna permette di riprodurre del materiale pre registrato o riprodurre musica adatta per determinati contesti.
Nel primo esempio la poltrona è stata utilizzata per riprodurre l’esperienza sonora del viaggio di ricerca etnografica sul Delta del Danubio (progetto Romania Sonora) per poi essere esposta e condivisa con il pubblico. Nel secondo esempio di utilizzo la poltrona è stata utilizzata per fini espositivi all’interno di una galleria d’arte, in questo caso la poltrona riproduceva i lavoro artigianale dell’artista.